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Un nuovo ponte per lo Stradonino

Un ponte lungo 65 metri non si costruisce da solo. E non si costruisce nemmeno in uno schiocco di dita. Nell’ordine ci vogliono: una truppa del genio e 30 ore circa. Sulle sponde del fiume Ticino, nel cuore del piano di Magadino, si lavora duramente per la realizzazione di un collegamento temporaneo dove possano transitare anche mezzi pesanti.

19.06.2022 | Pdi

 


L’esercizio "PONTE" è cominciato giovedì 16 giugno alle ore 6.00 nei dintorni di Gudo. Se ne sono accorti alcuni dei suoi abitanti, che hanno sicuramente udito i macchinari in funzione a pieno regime. Un disagio inevitabile, viste le dimensioni delle componenti della struttura da conficcare nel terreno.

Questo impiego viene assolto dalle truppe di zappatori e pontonieri della cp 9/1 del genio, accompagnati dalla cp 30/1 del bat fant mont per la protezione e la sicurezza. In maggioranza svizzero tedeschi, gli zappatori possono contare nelle proprie fila anche una mezza sezione di militari ticinesi. Tutta gente del mestiere comunque, capace di maneggiare i numerosi attrezzi di lavoro e conscia dei potenziali rischi del cantiere.    

«Il primo passo per la costruzione del ponte è l’installazione della base, costituita da una serie di tronchi di grandi dimensioni» spiega il maggiore Raoul Koller, direttore dell’esercizio. «Per questa procedura, ci serviamo dapprima di un braccio meccanico per scaricarli dal camion e in seguito di un battipalo per impiantarli nel suolo, come se fosse un gigantesco martello. I tronchi sono già stati appuntiti e rinforzati con delle spranghe metalliche, in modo da facilitare la perforazione del terreno».

Una volta terminata la prima fase, si continua passo dopo passo con l’inserimento dei diversi elementi fino ad ottenere il risultato finale: sostegni, putrelle, filoni e piattaforme. Tutto rigorosamente in acciaio o in ferro per garantire une migliore tenuta. La struttura avrà infatti la capacità di reggere il passaggio di veicoli fino a 70 tonnellate di peso.

Esistono solamente una dozzina di ponti mobili del genere sul territorio elvetico, tra cui uno che rimane sempre in Ticino, e la lunghezza massima che possono raggiungere è di addirittura 142 metri.

La costruzione dovrebbe terminare entro le ore 12.00 di venerdì, per un totale di una trentina di ore lavorative. Non ci si ferma nemmeno durante la notte, il tempo per riposare lo si troverà una volta concluso l’esercizio. Il ponte sarà accessibile per una durata di 24 ore, con lo smontaggio previsto a mezzogiorno del sabato.

Il divisionario Lucas Caduff si è recato sul posto ed è stato colpito dall’efficienza delle truppe del genio. D’altronde, solamente una cerchia di militari esperti e ben allenati sarebbero capaci di fornire una mole di lavoro del genere in un lasso di tempo così breve. 


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