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La Visione 2030 del Capo dell'Esercito

Durante il corso di stato maggiore, il Capo dell'Esercito ha svolto una visita alla truppa. Nella sua relazione, il comandante di corpo ha parlato dell'Esercito svizzero del 2030 e dei potenziali pericoli futuri.

04.03.2021 | Comunicazione divisione territoriale 3, uff spec Raphael Casablanca

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© VBS/DDPS, uff spec Marco Cortesi

Lo stato maggiore della divisione territoriale 3 si è riunito questa settimana tra le montagne dei Grigioni per preparare, durante cinque giorni, la grande esercitazione internazionale del 2022. Uno dei momenti salienti del corso è stato la visita del Capo dell'Esercito (CEs). Il comandante di corpo Thomas Süssli ha potuto osservare le attività dei vari gruppi di lavoro e si è rivolto alla truppa nel corso di una relazione. In particolare, il Capo dell'Esercito ha affrontato il futuro dell'Esercito svizzero, la "Visione 2030". Una visione essenzialmente divisa in sette punti. In futuro, ad esempio, si dovrà prestare maggiore attenzione a come le forze armate sono percepite dalla popolazione. Secondo la "Visione 2030", i militari devono essere compresi e riconosciuti come cittadini in uniforme che lavorano per il bene della popolazione. Inoltre, l'esercito vuole ulteriormente  digitalizzarsi in vari settori e fare un uso più intelligente delle capacità individuali dei soldati di milizia.

Durante la sua presentazione, il comandante di corpo Süssli ha anche sottolineato i potenziali pericoli che potrebbero presentarsi in futuro. Si può supporre che il mondo cambierà drasticamente nei prossimi dieci anni. Ad esempio, nei prossimi anni, il centro economico del mondo si sposterà ad oriente, sempre più verso l'Asia. Questo potrebbe porre grossi problemi all'economia europea. È anche probabile che il cambiamento climatico continui. Le conseguenze di ciò potrebbero portare a periodi più lunghi di siccità anche nel nostro Paese. Anche la quarta rivoluzione industriale è già iniziata e continua inesorabile la sua corsa, soprattutto nel campo dell'intelligenza artificiale. Un altro punto importante è l'invecchiamento della popolazione. Oggi sono più le persone che lasciano il mondo del lavoro rispetto a quelle che vi entrano. Nonostante tutti questi potenziali cambiamenti, il CEs è ottimista verso il futuro, come tiene a sottolineare. Egli è fiducioso che la Svizzera sarà in grado di affrontare i problemi futuri in modo mirato e preparato.

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