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Soldato e cittadino: due ruoli inscindibili

L’obbligo di servire che tocca tutti i cittadini svizzeri esiste da molti secoli, così come l’impiego sussidiario dell’esercito a favore delle autorità civili. Pubblicato nel 1959, il Libro del Soldato contiene alcune immagini forti nonché delle lezioni ancora attuali. Cuminaivel ha voluto rispolverare alcuni passaggi dell’opera.

22.01.2018 | cp

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La seconda edizione del Libro del Soldato. (cb)

 

Le forze di sicurezza della polizia e l’esercito sono attualmente riunite in impiego a favore del WEF. Nel 1959, oltre 50 anni fa, il Consiglio federale scriveva nella prefazione del Libro del Soldato che le autorità civili e quelle militari collaborano insieme affinché il vero spirito dell’esercito di milizia non venga meno sia nel popolo sia nell’esercito medesimo. Ieri come oggi, una stretta collaborazione tra le autorità civili e l’esercito è di fatto una condizione indispensabile per garantire la sicurezza del Paese.

 

Nel Libro del Soldato viene rimarcata l’onorabilità delle persone abili al servizio. Un servizio che non costituisce unicamente un dovere, bensì in primo luogo un onore. L’onore di servire la propria Patria. Dall’accesso alle urne, così come dal servizio militare, derivano diritti e doveri. Cittadini e soldati rappresentano quindi dei ruoli inscindibili. Esistono tuttavia delle differenze tra la vita grigioverde e quella civile: nell’esercito, ad esempio, non si può scegliere i propri superiori; in civile, non si può rieleggere un consigliere comunale. Come scriveva il Consiglio federale dell’epoca ai quadri militari, chi vuole essere sicuro di raggiungere l’obiettivo insieme alla truppa affidatagli deve vedere nei suoi soldati degli esseri umani e dei compatrioti. Un discorso forte alla truppa oppure una discussione franca a quattr’occhi, che mostrino ai militari che il proprio superiore è attento alle loro preoccupazioni, possono infatti fare la differenza. Il Consiglio federale prosegue indicando che è il modo di essere di un superiore che rafforza la fiducia dei soldati, e non la forza del suo timbro vocale.

 

Oltre alla storia circa la nascita della Svizzera, il Libro del Soldato contiene altri capitoli di cultura generale inerenti al Consiglio federale o ai 25 Cantoni della Confederazione. Un libro che non si limita dunque al servizio militare: un capitolo intero è consacrato all’importanza che rivestono la donna e la famiglia. Il libro è stato distribuito alla truppa dal 1958 al 1974 alfine di rinsaldare valori quali la Patria e la difesa del Paese. Nel 1974, il dipartimento competente ha quindi deciso di rinunciare a pubblicare una nuova edizione. Le conoscenze militari sono state di conseguenza integrate in diversi documenti come ad esempio il “Regolamento di servizio”, “L’istruzione di base” e altre brochure. Documenti aggiornati e che oggigiorno vengono regolarmente ripubblicati.

 

Ai nostri occhi, anche se il Libro del Soldato risale ad oltre 50 anni fa, molteplici lezioni in esso contenute rimangono attuali. In quest’ottica, un aspetto va in particolare sottolineato: “servire”, soprattutto in un quadro d’impiego sussidiario a favore delle autorità civili, significa anche saper rinunciare ai propri interessi. Significa saper mettere dinnanzi l’interesse generale a quello individuale. Ieri come oggi.