Dibattiti sui jet da combattimento: particolarità svizzera o normalità a livello europeo?
La conferenza autunnale di quest’anno dell’Accademia militare (ACMIL) presso il Politecnico federale di Zurigo è stata dedicata al presunto rapporto particolare della Svizzera con il tema dell’acquisto di aerei da combattimento. Tuttavia, uno sguardo ad altri piccoli Stati europei mostra che gran parte dei dibattiti politici sono simili e pongono i relativi Paesi di fronte a sfide analoghe.
Michael Olsansky ha definito il dibattito locale sull’acquisto degli F-35 una «brutta copia». Infatti, gli sono tornate in mente le discussioni del 2014 sull’acquisto dei Gripen previsto. Insieme alla votazione del 1993 sugli F/A-18, la Svizzera ha avuto tre votazioni popolari su aerei da combattimento nell’arco di tre decenni. Queste circostanze hanno determinato la scelta dei temi della conferenza autunnale dell’ACMIL di quest’anno. Da una prospettiva storico-militare, a partire dagli anni Settanta sono stati confrontati gli acquisti di aerei da combattimento di piccoli Stati europei, ad esempio Austria, Belgio e Danimarca. Il comandante, brigadiere Hugo Roux, ha avuto l’occasione di accogliere numerosi ospiti, relatori internazionali e partecipanti alla tavola rotonda rinomati.
L’acquisto di Draken in Austria
L’Austria, che in qualità di Stato neutrale nella stessa area strategica è ideale come punto di paragone, nel 1989 è stata in grado di concludere l’acquisto di 24 aerei Saab J-35X «Draken». Questo affare in materia di armamento è stato preceduto da un quarto di secolo di valutazioni, negoziati e ripensamenti dovuti a cambi di governo. Lo storico militare Roland Schaffer ha riferito che per decenni ci sono state «spaccature che attraversavano tutti i partiti politici, la popolazione e l’intero Bundesheer austriaco».
La Danimarca acquista gli F-16
Belgio, Paesi Bassi, Norvegia e Danimarca volevano acquistare congiuntamente 348 aerei da combattimento F-16 per modernizzare le rispettive Forze aeree. Nel 1980, in Danimarca è stato concluso l’acquisto di un totale di 48 aerei. Claudia Læssøe Pedersen ha spiegato come la crisi petrolifera del 1973 abbia fortemente influenzato il dibattito politico. Le condizioni concordate con gli Stati Uniti hanno portato a una spinta tecnologica di cui l’industria danese beneficia ancora oggi.
Nessun jet da combattimento francese per il Belgio
In modo simile alla Svizzera, anche il Belgio si basa sulla «grande vicina» Francia per quanto riguarda gli acquisti di aerei da combattimento, prendendo in considerazione i suoi velivoli in ogni valutazione. E come la Svizzera (e la Danimarca), anche il Belgio ha scelto gli F-35 per sostituire la propria flotta di F-16. Vincent Joassin della Royal Military Academy ha mostrato come le regioni, le lingue nazionali, l’economia e i partiti del Belgio abbiano influenzato i rispettivi discorsi politici.
Unaquestione di dottrina e di prezzo
Peter Mertens (ACMIL/PFZ) ha infine illustrato l’acquisto deciso nel 1976 dell’F-5 «Tiger». Come spesso è il caso, per l’acquisto hanno giocato un ruolo determinante numerosi motivi. In ultima analisi è stata tuttavia determinante una nuova dottrina della guerra aerea che era in perfetta sintonia con le caratteristiche dei Tiger in quanto caccia per la protezione dello spazio aereo. Anche il prezzo d’acquisto imbattibile ha giocato un ruolo importante. L’esempio del Tiger lascia trasparire anche che nell’ambito degli acquisti di aerei da combattimento in Svizzera dagli anni 70 le peculiarità del nostro Paese non si limitano alla forte democrazia diretta o alle votazioni popolari che ne derivano.
In qualità di cofondatore del «Gruppo per una Svizzera senza esercito», Andreas Gross ha svolto un ruolo importante in questa circostanza. Nella tavola rotonda, insieme a Rudolf Jaun (Università di Zurigo) ed Elmar Plozza (SRF), ha creato il polo opposto al «punto di vista favorevole all’esercito» dei relatori. Il divisionario Claude Meier, ex pilota di F/A-18, ha riassunto bene la discussione con un detto famoso nel settore dell’aviazione: «Un aereo da combattimento ha quattro dimensioni: la lunghezza, la larghezza, l’altezza e la politica».
Conferenza autunnale dell’ACMIL 2024
La prossima conferenza autunnale si terrà il 14 settembre 2024. L’economista militare Markus Keupp dirigerà l’evento con il tema «Il mondo dopo la guerra russo-ucraina».





