Corso per osservatori militari con esercitazione finale nella regione dell’Appenzello
Durante un'esercitazione finale di una settimana i futuri osservatori militari dell’ONU hanno avuto modo di dimostrare ancora una volta cosa hanno imparato. Normalmente i partecipanti provengono da diversi Paesi e continenti. Nonostante le vigenti direttive sul coronavirus, quest’anno 14 ufficiali svizzeri hanno potuto svolgere il corso insieme a un ufficiale proveniente dalla Germania.
Per i 15 partecipanti il corso per osservatori militari dell’ONU SUNMOC (Swiss United Nations Military Observer Course) di quest’anno si è concluso venerdì scorso. Prima della conclusione era in programma un'esercitazione finale di una settimana nella regione dell’Appenzello per testare le conoscenze acquisite. Il corso si svolge nel quadro del «Fo(u)r Peace Central Europe» (4-PCE) in collaborazione con i Paesi Bassi, l’Austria e la Germania. Questo è anche il motivo per cui da oltre 10 anni l’esercitazione finale viene organizzata nell’Appenzello, vicino al confine: il settore d’impiego fittizio Centland è un territorio transfrontaliero che si estende dall’Appenzello al Vorarlberg (A) fino alla regione del Baden-Württemberg (D).
Comunque il corso non è iniziato nell’Appenzello, bensì a Stans, presso il centro di competenza SWISSINT, più precisamente nel centro d’istruzione di SWISSINT, agli inizi di giugno. Per cominciare gli ufficiali svizzeri hanno effettuato un corso di una settimana per rinfrescare le conoscenze. Il programma prevedeva per esempio conoscenze estese nell’assistenza medica, l’utilizzo di carte internazionali, l’allenamento di guida fuoristrada oppure la trasmissione radio. Nelle tre settimane successive, alle quali ha partecipato anche il camerata tedesco, hanno svolto un corso certificato dall’ONU che tiene conto di standard internazionali. In questa parte dell’istruzione si è svolto anche l’esercitazione finale nella regione dell’Appenzello. Per circa una settimana i futuri osservatori militari hanno abitato in una «base del team», da dove svolgevano quotidianamente diverse missioni e pattugliamenti – esattamente nello stesso modo in cui lo faranno durante il loro futuro impiego. Gli scenari realistici dell’esercitazione finale sono complessi e impegnativi: nel Centland fittizio i militari devono affrontare difficili colloqui con rappresentanti delle parti in conflitto, procedere correttamente di fronte a imprevisti checkpoint di ribelli e sorvegliare simultaneamente una linea di armistizio mediante posti d’osservazione, pattugliamenti con veicoli oppure voli di ricognizione in elicottero. Per risolvere compiti di questo tipo è necessario un ampio bagaglio di conoscenze negli ambiti più disparati. Molte conoscenze militari, ma anche tanta empatia, pazienza e comprensione per altre culture.
Dopo aver superato il SUNMOC, questa settimana i partecipanti svizzeri dovranno già affrontare la tappa successiva: per poter essere impiegati anche come ufficiali di stato maggiore ONU saranno addestrati – anche stavolta in un corso certificato dall’ONU – nei processi di stato maggiore e apprenderanno le differenze tra il lavoro negli stati maggiori internazionali e quello nell’Esercito svizzero. Al termine di queste cinque settimane intense i partecipanti sono pronti a essere impiegati in una delle missioni dell’ONU a livello mondiale.





