Promovimento della pace all’estero SWISSINT

Citazioni: perché vale la pena svolgere un impiego di promovimento della pace!

Hans, 38, ufficiale di stato maggiore KFOR SWISSCOY
«In veste di ufficiale di professione, questo impiego mi ha offerto la possibilità di sperimentare nella pratica come si svolge un impiego reale e come quest'ultimo può essere influenzato da una situazione di sicurezza mutata. Ho potuto vedere che le strutture e le procedure militari nonché l'istruzione specifica all'impiego funzionano veramente».

Julia, 22, furiere SWISSCOY
«Durante questo impiego mi sono superata e ho potuto ampliare i miei limiti. Presto servizio militare già da diverso tempo e so come va coltivato il cameratismo. Ma qui in impiego il cameratismo assume un valore ancora maggiore».

Benjamin, 29, LMT SWISSCOY
«Il fatto di vedere e, in particolare, di capire in quali condizioni difficili gli autoctoni gestiscono la loro vita e confrontare ciò con l'enorme sicurezza che ci offre la Svizzera, apre gli occhi in molti ambiti».

Ralph, 30, pioniere SWISSCOY
«Ho fatto esperienze di vita! L'insegnamento più importante è che con pochi mezzi si possono fare grandi cose. Perché nella zona d'impiego siamo limitati, dobbiamo essere flessibili e fare di PIÙ con meno!».

Paul, 67, medico SWISSCOY
«L'impiego permette un ampliamento delle prospettive professionali e personali. La vita in un contingente limita gli abituali spazi liberi. La convivenza e la collaborazione hanno luogo in spazi ristretti e questo esige una certa flessibilità mentale».

Andrea, 50, ufficiale stampa SWISSCOY
«L'impiego presso la SWISSCOY mi ha permesso di ottenere una panoramica di ambiti che normalmente non avrei mai potuto avere. Si tratta per me di una situazione win-win poiché le esperienze acquisite mi aiuteranno a evolvere nel mio contesto privato e professionale».

Severin, 27, Driver/Observer EUFOR LOT
«Anche dopo diversi impieghi di peace support è sempre molto soddisfacente vedere che in tal modo si possono veramente aiutare persone sul posto. Grazie al nostro lavoro permettiamo loro di costruire un proprio futuro all’insegna della sicurezza».

Hicham, 25, Team Commander EUFOR LOT
«Un simile impegno si rifà anche al principio di solidarietà. Devo e voglio fornire un contributo personale alla pace. Non vedo solo come stiamo effettivamente bene noi in Svizzera, ma anche il fatto che si apprezzi molto l'impegno svizzero per la pace e lo sviluppo in Bosnia e Erzegovina».

Oliver, 35, Driver/Observer EUFOR LOT
«Nei miei impieghi quale fante in Kosovo e come Driver/Observer in Bosnia e Erzegovina ho potuto mettere in pratica e ampliare la mia esperienza civile come studente di storia e la mia istruzione militare».

Beat, 47, sostituto del capo delegazione
«L'impiego lungo l'ultima linea di confronto della Guerra fredda non è soltanto impegnativo, ma anche molto variato e avvincente. I costanti riconoscimenti positivi da parte dei partner militari nonché della popolazione civile ripagano delle privazioni personali e della grande distanza dalla patria».

Christian, 51, ufficiale addetto alle operazioni
«Le esperienze vissute in occasione del mio modesto contributo alla pace e alla stabilità sulla penisola coreana mi lasceranno dei ricordi indelebili e mi accompagneranno nelle mie riflessioni per molto tempo ancora».

Sarah, 27, UN Military Expert on Mission (UNMEM)
«L'impiego mi permette di acquisire esperienze preziose in un contesto multinazionale. I contatti quotidiani con la popolazione locale mi consentono di familiarizzarmi con una cultura straniera. Solo la missione mi permette di raccogliere queste esperienze preziose».

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