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L’arte del quartiermastro

Un’altra edizione del WEF di Davos sta per volgere al termine e noi ne abbiamo approfittato per scambiare due chiacchiere con il cap Nicolò Conti, quartiermastro del settore di Thusis. Forte di grande esperienza e metodicità, non lascia nulla al caso e si destreggia abilmente nella gestione di tutti gli aspetti contabili e logistici legati al funzionamento di un quartier generale.

22.01.2024 | CUMINAIVEL | PDG


Capitano Conti, innanzitutto la ringraziamo per la sua disponibilità.
Potrebbe spiegarci in cosa consiste il suo ruolo di quartiermastro della postazione di Thusis?

Generalmente, il quartiermastro è un membro dello stato maggiore di un corpo di truppa e, in quanto tale, si occupa della supervisione tecnica dei furieri di unità. Nel caso specifico dell’impiego ALPA ECO, il mio ruolo consiste nel coordinamento della logistica riguardante la formazione d’impiego dello stato maggiore, oltre alla sorveglianza del servizio commissariato a livello del distaccamento di esercizio. A livello pratico, siccome il nostro furiere di unità ha prestato servizio unicamente durante la prima settimana, assumo le sue funzioni per quanto riguarda la contabilità, la cucina e la posta. Non avendo attualmente altre unità sottoposte, sono relativamente alleggerito nel mio dovere.  

Scaviamo subito nella memoria. Ci racconti un po’ il suo percorso a livello militare.

Sono stato reclutato come soldato di rifornimento dell’artiglieria a Frauenfeld nel 2006, quando la scuola reclute durava ancora solamente 7 settimane, e in seguito sono stato inviato ai corsi di formazione per sottufficiali superiori a Sion. Ho pagato il grado di furiere presso l’artiglieria nel 2007, lo stesso anno in cui sono stato incorporato come furiere di unità dapprima nel Bat Fant Mont 30 e poi nel Bat Fant Mont 32. Nel 2015 ho deciso di candidarmi quale ufficiale nella funzione di quartiermastro, prendendo parte alla scuola ufficiali di Berna e pagando il grado nuovamente in artiglieria nel 2016. Sono poi stato assegnato al Bat Fant Mont 30, nello stato maggiore al quale sono tuttora incorporato, pur prestando servizio qui al WEF a sostegno della Div Ter 3.

Volendo riassumere, una parte di lei ha sempre puntato al rialzo verso nuove candidature, mentre un’altra è comunque rimasta legata a tutto quello che è legato alla funzione del furiere. Che cosa la stimola di questo ambito particolare? 

Le candidature per i gradi più alti sono scaturite da circostanze personali che mi erano favorevoli. È vero però che mantengo un interesse per le discipline inerenti al servizio commissariato, di cui mi prendo cura anche fuori impiego a livello associativo. Sono mansioni che ho sempre svolto volentieri qui al militare, nonostante spesso si pensi che siano moralmente pesanti vista la responsabilità nei confronti della Confederazione.

Parlando di responsabilità, siamo quasi al termine di questo impiego. Che bilancio tira il cap Conti del servizio al WEF 2024?

Il bilancio finora mi sembra buono, nella misura in cui siamo riusciti a gestire gli aspetti amministrativi e contabili molto meglio rispetto allo scorso anno. Nel nostro caso, tireremo definitivamente le somme quando la truppa sarà partita e la contabilità sarà stata inviata e recapitata ai revisori di Berna.  

In un ruolo come il suo, quali sono gli aspetti che rischiano di essere maggiormente sottovalutati?

Uno è sicuramente la gestione della contabilità, dei giorni di servizio e della cucina, che avviene secondo un regolamento piuttosto stretto. Il margine di manovra è spesso limitato e ogni singola spesa del furiere dev’essere autorizzata prima di essere effettuata, e non al momento della richiesta di rimborso. Se pensiamo alla cucina, esistono delle rigide direttive sull’acquisto di prodotti svizzeri e solamente con un’esecuzione ottimale dei compiti si evitano gli storni di fatture, per i quali bisogna chiedere un rimborso da parte dei militari per acquisti indebiti. Tra l’altro, il regolamento amministrativo è scaricabile sul sito della truppa e consiglio caldamento a tutti di dargli una rapida lettura, in modo da essere informati su cosa venga considerata una spesa ammissibile.

Possiamo dire che, per la funzione che svolge lei, a volte bisogna sapersi arrangiare?

Magari se si pensa al personale…Devo dire che la nostra situazione a livello di personale è quasi invidiabile a confronto di altri corpi di truppa. Dato l’impiego e il tipo di milite in servizio, in certi casi bisogna più che altro incastrare al meglio i congedi e i giorni computabili, affinché si riescano a soddisfare le esigenze del nostro comando e, al contempo, il management dei giorni di servizio.

Parliamo del WEF, un evento con gli occhi del mondo puntati addosso e in cui gli elementi in gioco sono innumerevoli. Lei vive questa manifestazione con una pressione diversa rispetto ad altri impieghi?

Non parlerei di pressione, ma è chiaro che si tratti di un impiego diverso rispetto a un corso di ripetizione normale ed assomiglia quasi più ad un corso di stato maggiore. Avrete d’altronde notato che sul vostro avviso di servizio il nome è stato cambiato in “corso di stato maggiore 0 Div Ter 3”. Per quanto mi riguarda, trovo appunto che sia un ibrido tra un corso di ripetizione ed un corso di stato maggiore, vista la presenza di tanti ufficiali e la mancanza di compagnie subordinate. Non percepisco però nessuna tensione particolare derivante dal WEF e dal viavai di Davos, anche perché il mio centro d’interesse è qui nel settore del quartier generale di Thusis.

Per concludere, nel 2025 prevede di ricoprire ancora questa funzione o ha altri obiettivi?

Non saprei. Quel che è certo è che rimango incorporato al mio battaglione, poi però tutto dipenderà dalla pianificazione, che non è nelle mie mani. Non do nemmeno per scontato che l’organizzazione verrà mantenuta in modo identico a quest’anno. Mi tengo comunque pronto per essere presente anche nel 2025.


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