Tra i fronti come osservatore militare
A inizio novembre 2025 ho iniziato a lavorare come osservatore militare nell’Observer Group Lebanon della United Nations Truce Supervision Organisation (UNTSO). Gli attacchi sferrati da Hezbollah dal Libano meridionale contro Israele e le susseguenti intense operazioni militari israeliane nel sud del Libano a fine febbraio, non solo hanno aggravato la situazione della sicurezza ma anche influito in modo significativo sulla mia quotidianità e il mio lavoro.

Testo e foto Maggiore Alessandro, osservatore militare nell’UNTSO, Observer Group Lebanon, Medio Oriente
Sono le 05:37 di un tranquillo lunedì mattina di fine di marzo nel quartier generale della UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) a Naqoura, nel Libano meridionale, dove a causa dell’attuale situazione in materia di sicurezza sono stazionato come osservatore militare per l’Observer Group Lebanon (OGL). Questo villaggio vecchio 7000 anni è situato a pochi passi dal mare e a pochi chilometri dalla Blue Line, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. Il sole fa capolino all’orizzonte, promettendo una giornata luminosa e mite, tipica di questa stagione. Tuttavia, la tranquillità mattutina dura poco. Vengo svegliato di colpo da due forti esplosioni provenienti da poche centinaia di metri di distanza, all’esterno del quartiere generale UNIFIL. L’esercito israeliano (Israel Defence Forces=IDF) sta nuovamente avanzando nel sud del Libano dalla fine di febbraio 2026, in risposta agli attacchi di Hezbollah, che vanta una forte presenza in questa regione. L’IDF ha appena distrutto un intero isolato di Naqoura, dando inizio ad un’operazione militare che durerà tutta la giornata. Il loro obiettivo: garantire mediante operazioni di combattimento condotte da truppe terrestri e attacchi aerei mediante velivoli e droni la sicurezza di Israele, contrastando gli attacchi di Hezbollah provenienti dal Libano meridionale.
Danni anche nel campo dei Peacekeeper
A causa delle forti esplosioni, il comando UNIFIL ordina a tutte le persone presenti nel quartiere generale di rifugiarsi subito nei bunker, situati nelle vicinanze degli alloggi e dei luoghi di lavoro. Mi affretto ad indossare il casco ed il giubbotto antiproiettile e afferro con forza il mio «go-bag», una borsa preparata con cura contenente cibo liofilizzato, acqua, farmaci, documenti essenziali, denaro contante e materiale personale, necessari per sopravvivere in un bunker a tempo indeterminato. Dopo circa cinque ore, la situazione si placa e possiamo tornare al lavoro. I danni sono tuttavia evidenti: diverse persiane risultano staccate, alcuni quadri infranti, certi vetri crepati e parte dell’intonaco delle pareti e del soffitto risulta staccato. All’esterno del quartier generale, quelle che una volta erano abitazioni e infrastrutture appaiono ora ridotte a cumuli di macerie fumanti.
Compiti adeguati alla situazione
Il conflitto in corso ha cambiato radicalmente il mio lavoro come osservatore militare per UNTSO-OGL. Prima del 28 febbraio 2026, data di inizio delle operazioni israeliane, il mio compito era quello di monitorare e riportare eventi lungo la Blue Line. Pattugliamenti mirati, indagini su violazioni della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite (che regola il cessate il fuoco dal 2006) e interazioni con autorità locali, IDF e Esercito libanese, erano il cuore del mio lavoro. L’obiettivo era sorvegliare l’armistizio tramite osservazione e pattugliamenti, redigendo regolarmente rapporti per il quartiere generale dell’ONU a New York.
In particolare, da circa metà marzo del 2026, le condizioni sul terreno sono diventate sempre più difficili. L’avanzata delle truppe israeliane e il rischio crescente di ordigni inesplosi e munizioni inesplose in villaggi d’importanza strategica, impediscono di proseguire i pattugliamenti senza armi. A causa del peggioramento della sicurezza nel nostro settore di competenza, la UNIFIL1 ha limitato e ripianificato i miei compiti di osservatore miliare. In questo contesto sono stato nominato sostituto capo della Technical Investigation Cell, la quale analizza e documenta con precisione casi relativi ad incidenti complessi su incarico del comandante della UNIFIL. In questa funzione è di primaria importanza saper riconoscere i nessi geopolitici ed istituzionali, contestualizzare gli sviluppi locali e comprendere in modo globale la dinamica tra la popolazione e le autorità.
Imparzialità quale base del nostro lavoro
La collaborazione internazionale, l’abilità diplomatico-militare, la capacità di adattarmi rapidamente e una costante prontezza d’intervento sono fondamentali per venire a capo di questa situazione. Ogni giorno, mi trovo a dover rispondere a situazioni impreviste, ma ciò che non cambia è la necessità di mantenere una prontezza mentale e materiale continua così come un’elevata dose di disciplina. Grazie alla mia esperienza operativa acquisita sul campo e al mio ruolo di miliziano nell’Esercito svizzero in qualità di sostituto comandante di battaglione, sono in grado di fornire supporto all’UNIFIL per quanto riguarda il monitoraggio della situazione nell’ambito del mandato UNTSO. Ciononostante, la mia missione fondamentale rimane la stessa: in qualità di osservatore militare continuo ad impegnarmi per riportare i fatti con imparzialità e a mantenere un legame solido con le parti in causa, nonostante la situazione surreale che caratterizza il periodo attuale.
1 Il mandato dell’UNTSO include da una parte il monitoraggio del cessate il fuoco e dell’armistizio sul Golan e nel Libano meridionale, dall’altro, in caso di necessità, deve poter mettere a disposizione delle due missioni di caschi blu UNIFIL (UN Interim Force in Libano) nel Libano meridionale e UNDOF (UN Disengagement Observer Force) sul Golan osservatori e osservatrici militari.
