Lo scambio di conoscenze specialistiche rafforza la competenza d’impiego
Un ufficiale keniota, che lavora come istruttore nel campo dell’eliminazione di munizioni inesplose presso l’International Peace Support Training Centre in Kenya, ha accompagnato gli specialisti del commando KAMIR per tre settimane. Grazie al reciproco scambio di esperienze d’impiego e alla conoscenza delle procedure d’impiego e dell’istruzione, la rete di contatti internazionale dell’Esercito svizzero nell’ambito del promovimento della pace è stata ulteriormente ampliata e allo stesso tempo sono state rafforzate la sua capacità di difesa e d’impiego.

Testo e foto Comunicazione SWISSINT
Il comando KAMIR del Centro di competenza NBC-KAMIR di Spiez è responsabile dell’istruzione e del perfezionamento nel campo dell’eliminazione di munizioni inesplose e dello sminamento umanitario e dispone di un team di circa 40 specialisti ben istruiti che si occupano di gestire gli oltre 1000 annunci che riceve ogni anno la Centrale nazionale d’annuncio di proiettili inesplosi, di eliminare le munizioni inesplose in Svizzera e di svolgere impieghi a favore del promovimento della pace in tutto il mondo. I loro compiti prevedono l’individuazione, il disinnesco e l’eliminazione di ordigni esplosivi come granate, bombe, mine e trappole esplosive.
Un’esperienza interessante per entrambe le parti
Su invito del Centro di competenza SWISSINT e in stretta collaborazione con il comando KAMIR, un ufficiale keniota che lavora come istruttore presso l’International Peace Support Training Centre (IPSTC) ha potuto avere uno scambio diretto con i colleghi svizzeri. È stata un’esperienza interessante e ricca di insegnamenti per entrambe le parti. Il maggiore Ali Abdulkadir ha avuto modo di gettare uno sguardo sull’istruzione, accompagnare come osservatore gli addetti all’eliminazione di munizioni inesplose svizzeri e raccogliere impressioni durante due giornate del corso Hostile Environment Awareness Training (HEAT), tenuto dal Centro di competenza SWISSINT. HEAT è un corso internazionale di base relativo a questioni specifiche di rilievo per la sicurezza in zone di crisi, rivolto a civili e militari per prepararli a soggiorni programmati in zone di crisi. Tra i partecipanti vi erano anche due addetti all’eliminazione di munizioni inesplose del comando KAMIR che erano stati istruiti per i loro impieghi all’estero nel quadro del promovimento militare della pace.
Particolare attenzione ai dispositivi esplosivi improvvisati
Il maggiore Ali Abdulkadir si è detto molto colpito soprattutto dalla durata e dall’approfondimento dell’istruzione nel campo dell’eliminazione di munizioni inesplose, che nell’Esercito svizzero dura un anno, mentre in Kenia sei mesi, familiarizzando i partecipanti con un’ampia gamma di munizioni e trasmettendo loro conoscenze di primo soccorso più approfondite. «Nell’istruzione degli addetti all’eliminazione di munizioni inesplose ci concentriamo principalmente sui dispositivi esplosivi improvvisati, i cosiddetti IED, che per noi rappresentano la minaccia più grande», ha spiegato l’ufficiale keniota. Gli IED sono esplosivi fai da te spesso costruiti con materiali disponibili in commercio e impiegati in conflitti asimmetrici o da parte di gruppi terroristici. Si tratta di armi imprevedibili, poiché possono avere qualsiasi forma immaginabile, anche quella di un oggetto quotidiano e possono rappresentare un grande fattore di rischio per le forze militari e civili.
Il maggiore Ali Abdulkadir ha sperimentato in prima persona la gravità della minaccia degli IED durante i suoi due impieghi in Somalia, durante i quali era responsabile, in qualità di comandante del team di addetti all’eliminazione di munizioni inesplose keniota, dell’eliminazione di esplosivi dalle strade sulle quali si svolgevano i pattugliamenti e l’approvvigionamento delle truppe keniote. Poiché dopo l’eliminazione degli esplosivi venivano spesso posizionati nuovi IED, le strade dovevano essere continuamente controllate e sminate. Gli addetti all’eliminazione di munizioni inesplose hanno potuto approfittare di questa vasta esperienza: «Da quando l’esercito keniota si impegna a favore della missione dell’Unione africana in Somalia, gli IED si sono sviluppati fino a passare da dispositivi semplici dotati di interruttori a congegni più complessi e io ho potuto così fornire informazioni relative a questo sviluppo sulla base di esempi concreti», ha spiegato l’ufficiale keniota.
Il dialogo aumenta la sicurezza
«È stato un privilegio poter accogliere il maggiore Ali Abdulkadir durante queste tre settimane nel nostro comando. Il suo soggiorno ci ha fornito un’eccezionale opportunità di scambio a livello specialistico e di apprendimento reciproco. Gli addetti all’eliminazione di munizioni inesplose sono confrontati con contesti e minacce diverse in tutto il mondo e il dialogo tra specialisti è quindi decisivo per approfondire le nostre conoscenze e rafforzare i rapporti speciali all’interno della EOD Community», racconta il maggiore Major Ekim Saraçlar, sostituto comandante KAMIR e capo Operazioni.
Questo scambio rientra nella Cooperazione militare regionale, nell’ambito della quale da un lato gli ufficiali svizzeri forniscono sostegno ai centri d’istruzione per il promovimento militare della pace e dall’altro l’Esercito svizzero può imparare dalle truppe che istruiscono e che vengono istruite sul posto.


