print preview Ritornare alla pagina precedente Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo

«Decidere significa rischiare»

Non tutti sono capaci di prendere decisioni in situazioni critiche. Tale capacità riveste tuttavia un'importanza enorme poiché proprio in situazioni critiche occorre decidere con particolare rapidità e, soprattutto, in modo corretto. È proprio questa la sfida di cui si è occupata l'annuale Conferenza autunnale dell'Accademia militare presso il PF di Zurigo, tenutasi l'8 settembre.

12.09.2018 | Comunicazione D / ISQE

Conferenza autunnale dell'Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo
Conferenza autunnale dell'Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo

Il comandante dell'Accademia militare presso il PF di Zurigo, Peter C. Stocker, ha aperto l'annuale Conferenza autunnale davanti a un folto pubblico. Il responsabile della conferenza, Hubert Annen, docente di psicologia e pedagogia militare all'Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo, ha introdotto il tema «Prendere decisioni in situazioni critiche». In tal senso ha richiamato l'attenzione agli errori di ragionamento sistematici e psicologici, ai quali i decisori sono esposti quotidianamente. Un possibile esempio: se nella selezione del personale un capo decide inconsciamente sulla base di pregiudizi.

Quattro relatori, quattro storie

In qualità di arbitro FIFA, Sascha Amhof è un decisore professionista. Con tono scherzoso afferma: «Le mie non sono decisioni di vita o di morte, ma talvolta si potrebbe pensare che sia il caso». Sulla base di varie scene di calcio ha mostrato al pubblico quanto talvolta sia difficile per lui la base decisionale. Tuttavia Amhof è sicuro che: «Se gli spettatori si accorgono che le mie decisioni vengono prese secondo scienza e coscienza, eventuali errori decisionali mi vengono perdonati più facilmente».

Il tema presentato dal cardiochirurgo Thierry Carrel era per contro incentrato proprio sulla vita e sulla morte: «Talvolta mi rendo conto soltanto vari anni dopo se la decisione di operare un bambino fosse giusta. Per me il fatto di prendere una decisione equivale sempre a correre dei rischi». Poiché i chirurghi lavorano sempre in un team, è importante che ogni suo membro abbia il coraggio di esprimere la propria opinione, anche al capo.

Dato che l'atto di prendere decisioni in situazioni critiche nel contesto dell'esercito ha luogo soprattutto durante una guerra o in occasione di catastrofi, alla conferenza sono stati invitati anche due generali con esperienza d'impiego. Il generale di brigata André Bodemann, proveniente dalla Germania e il tenente generale pr Mart de Kruif, proveniente dai Paesi Bassi, hanno raccontato delle loro esperienze d'impiego in Afghanistan. Lì dovevano prendere decisioni in assenza di informazioni e sotto grande stress, senza conoscerne le conseguenze. Il tenente generale pr Mart de Kruif ha illustrato la sua decisione di rifiutare una richiesta di appoggio aereo. Successivamente nella sezione interessata è stata uccisa una persona e ne sono state ferite diverse altre. Non è chiaro se la situazione si sarebbe risolta meglio se avesse deciso altrimenti. Per tale motivo dopo la sua presentazione ha sottolineato che: «Failure is an option – il fallimento è un'opzione».

Trasposizione in un contesto scientifico-psicologico

Anne Herrmann, docente di psicologia economica presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale, ha trasporto ogni presentazione nel relativo contesto psicologico. Ha sottolineato l'importanza della «Deliberate practice», dell'allenamento mirato di compiti decisionali difficili, al fine di sviluppare la perizia specifica in tal senso. Inoltre ha esortato ad essere clementi con le decisioni altrui. Spesso a posteriori la situazione iniziale appare più chiara che nel momento in cui si è dovuto prendere la decisione. Inoltre occorre valutare il processo di presa di decisioni indipendentemente dalle conseguenze. Ciò significa che la presa di decisioni può essere stata svolta correttamente benché le conseguenze siano negative.

Il divisionario Daniel Keller, comandante dell'Istruzione superiore dei quadri dell'esercito, ha trasposto gli insegnamenti tratti dalle presentazioni all'istruzione dei quadri militari. Per l'istruzione militare è decisivo che i quadri si allenino intensamente basandosi sulla realtà e siano vicini al futuro. Ciò viene garantito in misura crescente anche grazie a esercizi al simulatore. Ai quadri che rivestono una funzione di condotta consiglia: «In qualità di capo occorre sopportare l'opposizione e avere il coraggio di ascoltare. Avere un grado in più non significa sapere tutto meglio. Il capo è una persona che deve fare affidamento sui suoi subordinati anche se la decisione finale non potrà essere delegata».

Dopo le parole del div Keller, il br Stocker si è complimentato e ha ringraziato per la conferenza: «Spero di potervi dare nuovamente il benvenuto in occasione della prossima Conferenza autunnale».

Per Hubert Annen la Conferenza autunnale dell'Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo è stata un successo. È stato lieto di percepire con quanto piacere i singoli relatori prendano delle decisioni, benché spesso nella vita quotidiana le stesse abbiano una connotazione negativa. È stato inoltre confermato nel suo approccio con la «Deliberate practice» e spiega: «È fondamentale che ci si eserciti in ciò che non si sa fare, tuttavia occorre farlo in un contesto in cui ci si sente a proprio agio». In riferimento all'esercito Annen è convinto che: «Se in quanto esercito vogliamo portarci avanti nell'istruzione, i quadri devono percepire le conseguenze delle loro decisioni. Quando dopo tre giorni l'esercizio è concluso, non si deve dimenticare tutto. Sotto questo aspetto l'esercito deve ancora compiere uno sforzo supplementare».