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ComunicazioniPubblicato il 7 agosto 2026

Vierdaagse 2026: ciò che non può essere acquistato

Quattro giorni. 160 chilometri. Niente soldo, nessun ordine, eppure erano di nuovo tutti presenti. Ciò che contava veramente alla marcia dei quattro giorni nella località olandese di Nijmegen non può essere espresso in cifre, anche se queste abbondano.

Testo: Uff spec Phil Anderegg, Stato maggiore specializzato TAFS

È dal 1909 che persone di tutto il mondo si danno appuntamento a Nijmegen per la «Vierdaagse», la marcia più grande a livello mondiale. Nel 2026 si è svolta la 108a edizione: dal 21 al 24 luglio 45000 partecipanti provenienti da 77 Nazioni hanno affrontato il percorso di 160 chilometri attraverso la provincia neerlandese di Gelderland, sotto gli occhi di oltre un milione di spettatori lungo il percorso.

Tra i concorrenti c’era anche l’Esercito svizzero, per la 66a volta. La delegazione comprendeva 215 militari, di cui 37 del Bundesheer austriaco, articolati in 17 gruppi di marciatori: 13 dell’Esercito svizzero, tre del Bundesheer austriaco e una della Guardia Svizzera Pontificia. Si è trattato di un impiego volontario fuori del servizio prestato in aggiunta all’obbligo di prestare servizio vero e proprio.

La collaborazione inizia già nel campo

Già nel Camp Heumensoord, dove erano sistemati per il vitto e l’alloggio circa 7000 militari provenienti da oltre 30 Nazioni, si notava qual è lo spirito della «Vierdaagse»: il rango e la provenienza diventano secondari dal momento che la sussistenza, il servizio sanitario e la logistica devono funzionare al di là dei confini nazionali. Gli assistenti accompagnavano i gruppi di marcia in bicicletta per portare sussistenza e primi soccorsi durante il cammino.

Comando dell’esercito rappresentato dal divisionario Müller

Il divisionario Simon Müller, capo Comando Ciber e membro del Comando dell’esercito ha reso visita alla delegazione sul posto. La sua visita sottolinea l’importanza che riveste l’impegno fuori del servizio per il Comando dell’esercito: ciò che a prima vista sembra un evento sportivo è un contributo concreto alla prontezza alla difesa, come è richiesta anche nell’attuale Messaggio dell’esercito. Il materiale e l’equipaggiamento possono essere acquistati, la perseveranza, lo spirito di squadra e la capacità di sostenersi a vicenda anche sotto pressione invece no.

Un’eredità che comporta un impegno

Durante la terza giornata di marcia la delegazione capeggiata dal colonnello Ambros Notz ha depositato, nel quadro di una cerimonia silenziosa, delle rose nel Canadian War Cemetery a Groesbeek, dove sono sepolti oltre 2600 soldati caduti durante la guerra. È stato un momento della marcia che rimarrà impresso nella memoria: la pace non è una cosa casuale, bensì un’eredità da difendere giorno per giorno.

L’arrivo nella Via Gladiola segnava la conclusione della «Vierdaagse» 2026, dopo 160 chilometri. Ciò che rimane va oltre la semplice medaglia. Sono le cose che nessun esercito può acquistare: fiducia, perseveranza e la certezza che congiuntamente si è raggiunto di più di quello che ognuno ha raggiunto singolarmente: un piccolo ma efficace tassello per una componente di milizia credibile.