Valentina Vantaggio, dai telefilm all’impiego vero
Appassionata di polizieschi fin da bambina, Valentina Vantaggio sognava di diventare militare o poliziotta. Realizzerà questo sogno nell’esercito, dopo aver frequentato la scuola reclute e la scuola sottufficiali della fanteria e dopo essersi annunciata quale sottufficiale di professione. Con l’uniforme è felice di avere scoperto i propri limiti e di riconoscersi nelle capacità di resistenza, nello sforzo fisico e mentale e nell’importanza del lavoro collettivo, tipico delle prestazioni militari.
Testo: Comunicazione Difesa, Giorgio Krüsi
Oggi parliamo di polizia militare con la ventiquattrenne neocastellana Valentina Vantaggio, Sergente maggiore capo attiva professionalmente quale sottufficiale della polizia militare (PM).
Valentina nasce a Neuchâtel in una famiglia di origine pugliese e fin da piccola sogna di diventare militare o poliziotta. Ama lo sport, il mondo militare e la Svizzera. Dopo una formazione in pedagogia, insegna per un anno prima di decidere di indossare l’uniforme. Partecipa quindi alla giornata d’orientamento sul servizio militare e si annuncia al reclutamento. Nella fanteria diventa dapprima soldato di trasmissione e successivamente sergente. In seguito si annuncia quale sottufficiale di professione e nel frattempo lavora nella gendarmeria della polizia militare.
Oggi, insieme ai suoi colleghi e camerati, contribuisce alla protezione di infrastrutture militari – come basi aeree o logistiche – nonché di conferenze internazionali e personalità.
La Sergente maggiore capo Vantaggio testimonia non solo una grande resilienza, ma anche una forte passione per il proprio lavoro: «Io non mollo mai. In questo mestiere adoro il contatto con i colleghi e con gli utenti. Sono fondamentali la competenza sociale e la predisposizione al contatto umano. Amo impegnarmi a favore della Svizzera.»
Valentina ha sempre praticato molto sport, in particolare il badminton. «A militare ho apprezzato l’importanza dell’allenamento fisico così come quella del collettivo. Come nello sport, mi piace motivare e trascinare il gruppo.»
Le donne nel servizio militare
Valentina Vantaggio ritiene che un buon equilibrio tra uomini e donne sia ormai imprescindibile nel servizio militare e che i team misti ottengano risultati eccellenti. Alle donne interessate all’esercito consiglia di prepararsi allo sforzo e alla resistenza: «Se vi piace lo sport, siete nel posto giusto! Grazie al servizio militare oggi mi conosco meglio, ho scoperto i miei limiti e ho acquisito le competenze per andare ancora più lontano.»
Alle future camerate Valentina consiglia di non temere discriminazioni o sessismo, situazioni che personalmente non ha mai vissuto: «Non ho mai subito derive di questo tipo. Basta porre dei limiti chiari, e questi non sono mai stati oltrepassati. Nell’esercito, d’altronde, vige la tolleranza zero.»
Valentina conclude parlando dei suoi sogni per il futuro: vivere un’esperienza nel contingente svizzero impiegato in Kosovo e poter un giorno condurre un team militare. Nella vita privata desidera creare una famiglia, «cosa conciliabile, poiché si tratta soprattutto di una questione di organizzazione con il proprio partner».
L’intervista completa a Daniela Pfohl-Kaufmann è disponibile nel podcast della serie #iocisono
Servire la Svizzera con convinzione e spirito di squadra
