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ComunicazioniPubblicato il 14 settembre 2026

La Scuola di stato maggiore generale celebra il suo 150º anniversario: pronti per affrontare un futuro incerto

Da 150 anni la Scuola di stato maggiore generale istruisce ufficiali, un ottimo motivo per celebrare con una cerimonia solenne la lunga storia di questa fucina di quadri. Svariati relatori e relatrici di alto rango hanno sottolineato all’unanimità quanto sia urgente la necessità di investire a favore della sicurezza del nostro Paese.

Testo: Michael Senn, Kommando Ausbildung

L’area sulla quale sorge la Scuola di stato maggiore generale (SSMG) a Kriens ospita edifici dagli usi più disparati: qui infatti si susseguono indistintamente case unifamiliari dai giardini curati, parchi giochi per bambini, un istituto di detenzione e la fucina dei quadri dell’Esercito svizzero. Forse l’apparente naturalezza con cui si succedono questi contrasti appartiene a quella che il brigadiere Meinrad Keller chiama l’«idea della vita» della Svizzera. Nel suo discorso il comandante della SSMG, che il 3 settembre ha celebrato il suo 150º anniversario, ha affrontato la questione del motivo per il quale gli ufficiali di stato maggiore (uff SMG) vengono istruiti, ovvero per potere difendere proprio questo stile di vita e questa libertà in caso di emergenza.

Prima del discorso tenuto dal brigadiere Keller, Ylfete Fanaj, capo del Dipartimento di giustizia e sicurezza del Cantone di Lucerna, si è congratulata con la SSMG, sottolineando l’importanza di mantenere la propria capacità d’azione nelle situazioni d’incertezza. Fanaj ha avuto modo di constatare ripetutamente nel suo lavoro come gli ufficiali SMG abbiano questa importante competenza: uno dei suoi collaboratori più stretti ha infatti assolto con successo l’istruzione a Kriens.

Occorre aumentare il ritmo di marcia

Il segretario di Stato, dott. Markus Mäder, ha messo in guardia la Svizzera in quanto piccolo Stato neutrale da un destino analogo a quello che è toccato ai meli durante la guerra del Peloponneso. Di fronte all’indebolirsi del diritto internazionale si prospetta un ritorno alla politica egemonica, come quella adottata dagli ateniesi nella distruzione di Milo, incapace di difendersi. Per questo motivo, secondo Mäder, è decisivo che la Svizzera «aumenti il ritmo di marcia» per raggiungere gli obiettivi definiti nella strategia in materia di politica di sicurezza della SEPOS.

Il capo dell’esercito, comandante di corpo Benedikt Roos, condivide i principi espressi da Mäder a favore di un aumento del ritmo di marcia e intende «fare le cose in modo un po’ diverso», secondo il motto che aveva caratterizzato il suo operato nella sua precedente funzione di comandante di battaglione. La difficile situazione in materia di politica di sicurezza ci impone di esaminare criticamente i processi collaudati, di evitare i tempi morti amministrativi e di dedicare tutte le nostre energie al nostro mandato principale, ovvero la difesa. Sono necessari coraggio, determinazione e capacità di cogliere l’essenziale, tutte qualità fondamentali nell’istruzione di stato maggiore.

La capacità di difesa richiede risorse

Durante la tavola rotonda seguente, il redattore della NZZ Georg Häsler ha sottolineato come la minaccia definita più probabile dall’esercito non rappresenti solamente uno scenario fittizio, ma la situazione attuale: diversi aspetti della guerra ibrida, come lo spionaggio, i ciberattacchi e la disinformazione sono già una realtà quotidiana. Per questo motivo ora non ci si deve più concentrare sul vincere un «premio di bellezza in materia di politica finanziaria», ma piuttosto sul mettere finalmente a disposizione le risorse necessarie affinché l’esercito possa adempiere il suo mandato e ottenere un effetto deterrente convincente.

La cerimonia si è conclusa con l’inaugurazione del monumento commemorativo dedicato al 150º anniversario dalla fondazione della SSMG. Inoltre, tutti i partecipanti hanno ricevuto un libro del dott. Walter Troxler sulla storia della SSMG, il cui motto simboleggia da un secolo e mezzo la dedizione e l’impegno degli ufficiali diplomati alla SSMG: labor omnia vincit, il lavoro vince su tutto.

«AVANTI SSMG»

L’evento e la tavola rotonda sono stati moderati da tre futuri ufficiali SMG del corso di formazione di stato maggiore generale (Cfo SMG) II, tra i primi ad assolvere questo corso nella sua nuova forma. Si tratta di una delle numerose modifiche attuate dal progetto di trasformazione «AVANTI SSMG». L’elemento principale è il maggiore orientamento alla capacità di difesa, come dimostra in particolare l’accento posto sul combattimento interarmi, per cui è stato elaborato un nuovo scenario chiamato «LU-25». Inoltre, è stato anche creato un corso preparatorio e il conseguimento del brevetto di ufficiale SMG ora avviene dopo il corso di formazione SMG III. La SSMG dimostra così di sapere rimanere agile nonostante la sua lunga storia e di sapersi adeguare alle esigenze dei tempi che cambiano.