Hackathon: cinque giorni di collaborazione innovativa e interdisciplinare
La presente edizione dell’Hackathon IA del Comando Ciber si è conclusa positivamente. All’hackathon hanno partecipato 21 specialisti dei battaglioni bat ondi 32, bat ciber 42 nonché del corso di formazione ciber, della ICT Warrior Academy, dello stato maggiore di milizia del Comando Ciber, di armasuisse S+T e un ospite della Deutsche Bundeswehr. Lavorando in team misti hanno trattato casi d’uso reali dell’Esercito svizzero, sviluppando soluzioni lungimiranti.
Testo: Comunicazione Difesa, Marco Remund
L’edizione 2026 del Ciber Hackathon era imperniata su casi d’uso impegnativi legati ai settori IA, supporto informatico, controllo degli accessi, pianificazione radio e modelli linguistici. Le squadre hanno sviluppato primi prototipi oppure hanno portato avanti progetti dell’hackathon dello scorso anno. I risultati sono stati comunicati nel quadro delle presentazioni finali davanti a un vasto pubblico. Dai risultati, che saranno analizzati in maniera più approfondita nei prossimi mesi, traspare l’elevato potenziale di innovazione.
Sei challenge, sei soluzioni
Le sei squadre impegnate nell’hackathon hanno lavorato su sei challenge. Una squadra ha per esempio sviluppato una chatbot IA per il supporto IT chiamata «Cyra». La bot elabora automaticamente richieste, apre ticket (se necessario) e aumenta costantemente il suo livello di conoscenza. La chatbot è pensata per aiutare il supporto IT nell’elaborazione delle richieste, salvaguardando così le risorse e riducendo i tempi d’attesa per gli utenti.
Nel settore della sicurezza fisica è stato perfezionato il sistema di controllo digitale degli accessi «MAVE. In aggiunta al controllo tramite badge sono stati implementati un riconoscimento facciale e un Mobile-Ready-Interface. Il sistema rileva i visitatori, e in caso di sinistro mostra immediatamente chi si trova all’interno dell’edificio.
Un’altra squadra ha digitalizzato la pianificazione delle frequenze radio. Grazie al «Frequency Planning Tool» è ora possibile pianificare visivamente le reti, verificarle in automatico ed elaborare il formulario excel ufficiale premendo semplicemente un tasto. Con questa soluzione in luogo di un’onerosa pianificazione delle frequenze con successiva visualizzazione effettuata a mano si applica una semplice soluzione drag-and-drop in grado di realizzare i documenti e le visualizzazioni necessarie nel giro di pochi minuti.
Sono già tre anni che il Swiss Military LLM viene sviluppato durante gli hackathon. La sfida connessa a un Large Language Model (LLM) risiede nel fatto che il sistema è in grado di generare anche risposte convincenti, ma sbagliate. Nel contesto militare, dove le dichiarazioni devono essere fondate su regolamenti e prescrizioni, ciò costituisce un grosso rischio. La soluzione è dunque stata sviluppata in modo che si riallacci esclusivamente a conoscenze programmate. Di fronte a ogni richiesta, il modello consulta in modo mirato i documenti originali rilevanti e in aggiunta alle risposte fornisce anche un’indicazione affidabile delle fonti.
Quest’anno la squadra ha perfezionato in modo mirato la precisione di ricerca della banca dati «Florako», che conta migliaia di documenti. Da ora in avanti non sarà rilevato soltanto il testo di una pagina dei documenti, ma anche la sua rappresentazione visiva e una sintesi dell’intero documento, che forniscono un contesto supplementare al sistema.
Nella challenge relativa al Digital Asset Management (DAM) ci si è occupati della gestione di grandi quantità di immagini. In futuro il DAM proporrà una gamification e un sistema di ricompensa per motivare gli utenti a caricare immagini di alta qualità corredate di descrizioni dettagliate.
Il trasferimento di conoscenze come valore aggiunto a lungo termine
I prototipi vengono documentati e saranno sviluppati nei prossimi mesi. L’hackathon rafforza la comunità ciber svizzera e promuove lo scambio tra settori specializzati militari e civili.
Il Comando Ciber ringrazia tutti i partecipanti, le organizzazioni partner e gli ausiliari che hanno contribuito al successo dell’hackathon 2026.
