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ComunicazioniPubblicato il 30 settembre 2026

"MOBILO 26": l’esercitazione termina – l’apprendimento continua

L'esercizio con truppe al completo "MOBILO 26" si è concluso come previsto il 25 settembre 2026. Con questa esercitazione, l›Esercito svizzero ha fornito un contributo concreto al rafforzamento della propria capacità di difesa: in condizioni realistiche ha allenato la mobilitazione, la condotta e lo spostamento protetto di una formazione meccanizzata di milizia. Nonostante le difficili sfide, tutte le formazioni impiegate hanno svolto con successo le fasi previste. L'esericizio ha messo in luce i punti di forza come le debolezze su cui poter ancora lavorare

Veduta aerea di diversi obici blindati M109 caricati su carri ferroviari lungo una stazione.

Testo: Communicazione Forze terrestri

Dall’entrata in servizio al trasporto ferroviario

Per cinque giorni l’Esercito svizzero ha esercitato una catena di prestazioni interconnesse: una formazione meccanizzata di milizia è stata mobilitata nella Svizzera occidentale, riunita in siti predisposti, spostata in più tappe sotto protezione, condotta attraverso corsi d’acqua e infine trasportata su rotaia. Condotta, logistica, servizio sanitario, genio, difesa contraerea e ricognizione hanno dovuto interagire su più livelli.

Al centro dell’esercitazione vi era il gruppo d’artiglieria 49. Affinché potesse effettuare il proprio spostamento, la divisione territoriale 1, la Base logistica dell’esercito, elementi di condotta della brigata meccanizzata 4 e le formazioni d’appoggio impiegate hanno collaborato strettamente. Decisiva non è stata la prestazione isolata di un corpo di truppa, bensì la capacità di riunire i diversi contributi al momento giusto.

L’esercitazione ha messo a dura prova persone e materiale. Veicoli pesanti sono stati condotti su lunghe distanze di giorno e di notte, gli ostacoli sono stati superati mediante ponti galleggianti e le prestazioni di condotta e rifornimento sono state garantite anche durante i movimenti. Il fatto che l’esercitazione abbia potuto concludersi come previsto costituisce quindi un importante risultato collettivo.

Un contributo al rafforzamento della capacità di difesa

L’Esercito non rafforza la propria capacità di difesa attraverso una singola esercitazione. "MOBILO 26" si inserisce in un programma più ampio, insieme a esercitazioni quali "FIDES", "EOS" e "PUGIO GRANDE". Ciascuna di esse mette alla prova specifici elementi del sistema complessivo: dalla collaborazione con i partner civili alla condotta e alle prestazioni di supporto, fino all’impiego della truppa sul terreno. Le esperienze e le conoscenze acquisite si integrano tra loro, contribuendo all’ulteriore sviluppo dell’istruzione, delle procedure e delle capacità.

Un attraversamento come lavoro di squadra

Durante l’attraversamento del fiume a Hagneck, questa interazione è risultata particolarmente evidente. Il battaglione pontonieri 26 ha preparato e gestito il ponte galleggiante, mentre gli equipaggi del gruppo d’artiglieria 49 hanno condotto i loro veicoli sulla stretta carreggiata. Ogni passaggio ha richiesto una preparazione precisa, la regolazione del traffico, la condotta, la protezione e la collaborazione sulle rive.

L’attraversamento del fiume a Hagneck si è svolto senza problemi ed è stato davvero molto gratificante. I miei uomini erano in gran forma e molto motivati ad aiutare le batterie d’artiglieria a superare l’ostacolo. Nel complesso è stata una giornata di lavoro pienamente riuscita e senza incidenti.
Tenente Simon M., ufficiale responsabile dei lavori preparatori

Primi insegnamenti: analizzare per migliorare

Un esercizio con truppe al completo non serve soltanto a confermare ciò che funziona. Deve anche mostrare dove occorre migliorare i processi. La valutazione approfondita richiederà tempo, ma dalle prime osservazioni emergono già tre temi.

La sicurezza non si limita al servizio di guardia

La protezione della truppa non inizia soltanto quando occupa una posizione fissa. In ogni fase, i militari devono considerare come potrebbero essere individuati o attaccati e adeguare di conseguenza il proprio comportamento. Ciò comprende, ad esempio, un’osservazione attenta, il mascheramento, una distanza sufficiente tra i veicoli e la sicurezza durante gli spostamenti e le soste. Questa consapevolezza deve essere ulteriormente rafforzata nell’istruzione.

Le comunicazioni devono funzionare in ogni momento

Una formazione può essere condotta soltanto se le informazioni e gli ordini vengono trasmessi in modo affidabile. I collegamenti di comunicazione devono quindi funzionare sia nelle postazioni fisse sia durante lo spostamento e a tutti i livelli di condotta.

La collaborazione deve essere esercitata regolarmente

Durante "MOBILO 26", diverse formazioni e vari livelli di condotta hanno dovuto collaborare strettamente. Un’interazione di questo tipo non può essere improvvisata. Deve essere esercitata regolarmente, coinvolgendo anche i livelli superiori, dalla brigata alle Forze terrestri.

L’apprendimento non termina con l’esercitazione

Queste osservazioni non costituiscono una valutazione definitiva, ma il punto di partenza per un’analisi approfondita. Gli insegnamenti saranno verificati, messi in ordine di priorità e integrati nell’istruzione, nei processi e nelle future esercitazioni. Si crea così un processo di apprendimento continuo che rafforza progressivamente la capacità d’azione e di difesa.

Il valore di "MOBILO 26" non si misura quindi soltanto dal fatto che le fasi pianificate siano state svolte. È altrettanto importante ricavare miglioramenti concreti dalle esperienze maturate. Il ringraziamento va ai militari di milizia, ai quadri e ai partner coinvolti, nonché alla popolazione delle regioni interessate per la comprensione e il sostegno.

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armee.ch/mobilo

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