LMT Obiliq: tra popolazione, questioni energetiche e quadro della situazione
Nel settore d’impiego attorno a Obiliq emerge in modo esemplare quanto sia variato il lavoro di un Liaison and Monitoring Teams (LMT). Qui, nella parte centrale del Kosovo, abbiamo un impatto diretto di temi sociali, economici e infrastrutturali – e nel bel mezzo: i LMT della SWISSCOY. Il loro compito in seno alla KFOR è chiaramente definito: elaborare un quadro della situazione possibilmente completo facendo leva sulla presenza, svolgendo colloqui e osservando gli avvenimenti. Tuttavia, tale quadro della situazione non viene realizzato alla scrivania, ma nasce dal dialogo quotidiano con la popolazione, le autorità locali e altri attori nel settore d’impiego.

Testo e foto uff spec Brändli Micha, ufficiale stampa e informazione del 54° contingente SWISSCOY
Di norma la giornata di lavoro inizia con un breve coordinamento interno in merito ai compiti da svolgere, poi il team si ritrova con i mediatori linguistici, lascia il Camp Film City a Pristina e va a incontrare la popolazione. Nella sua Area of Responsibility (AOR) il team conversa quotidianamente con la popolazione locale, ricavando sovente le informazioni determinanti da questa fonte. Quali sono i temi che preoccupano le persone? Dove sorgono tensioni? Quali sviluppi si delineano? Nel pomeriggio vengono poi effettuati pattugliamenti attraverso l’area di competenza, durante i quali vengono raccolte in modo mirato impressioni e vengono rilevati i cambiamenti subentrati. L’osservazione dei fatti di rilievo, in particolare di quelli che influiscono sulla sicurezza del contesto o sulla libertà di movimento vengono successivamente annotate in un rapporto.
Diversità nella convivenza
A Obiliq, uno dei comuni confinanti con la capitale Pristina, vivono e lavorano albanesi del Kosovo, serbi del Kosovo, Ashkali, Roma e altri gruppi etnici. Di conseguenza il lavoro del Liaison and Monitoring Team (LMT) svizzero in questa regione è molto polivalente e variato. La guerra del Kosovo e le relative conseguenze incidono tuttora su ampie fasce della popolazione. Nel villaggio di Sibovac i lati delle strade sconnesse sono bordati di bandiere dell’«Esercito di liberazione del Kosovo» (UÇK), mentre nei negozi dell’idilliaca località di Babin Most si vende soltanto latte serbo.
Nella dicotomia dell’approvvigionamento energetico
In modo particolare a Obiliq traspare chiaramente quanto siano strettamente interconnesse determinate tematiche. La regione è fortemente caratterizzata dagli impianti della Korporata Energjetike e Kosovës, in breve «KEK», che assicurano la maggioranza della produzione energetica in Kosovo. Le due centrali a carbone e i relativi scavi a cielo aperto non sono soltanto un importante fattore economico, ma sovente anche materia di discussione. A riguardo regnano punti di vista divergenti: da un lato, la produzione di energia è indispensabile per il buon funzionamento del Paese. D’altro canto, però, i vetusti impianti comportano diverse sfide – sia sul piano tecnologico che dal profilo ambientale. Subentrano frequentemente perturbazioni o guasti che hanno conseguenze dirette sulla quotidianità della popolazione.
Un altro punto problematico è dato dalla costante asportazione di lignite. Per soddisfare il fabbisogno delle centrali vengono asportate grosse quantità di questo materiale; con conseguenze visibili per la regione. Intere fasce di territorio cambiano d’aspetto, e in alcuni casi isolati devono essere sacrificati anche dei villaggi. Per le persone colpite questo comporta conseguenze incisive che vanno ben al di là delle questioni economiche.
La presenza come base di fiducia e apertura
È proprio in questa dicotomia che si muovono gli osservatori del LMT Obiliq. Sono al tempo stesso interlocutori, osservatori e mediatori: un sensore nel settore d’impiego che rileva e contestualizza diversi modi di percepire. Indipendentemente che si tratti di questioni energetiche, prospettive politiche o temi sociali, i colloqui sul posto forniscono un’immagine differenziata e significativa per tutti gli attori. Il punto di forza dei LMT è dato dalla vicinanza con la popolazione. Grazie allo scambio costante si instaura un rapporto di fiducia, che è una premessa importante per poter affrontare apertamente anche temi sensibili. Questa presenza permette anche di riconoscere tempestivamente possibili sviluppi e di contestualizzarli nel concetto generale della situazione in materia di sicurezza. Così nell’attività quotidiana emerge chiaramente che il lavoro dei LMT va ben oltre il ruolo di puro sensore di informazioni. Infatti, stabiliscono un legame tra persone, temi e prospettive, contribuendo di riflesso in misura determinante a promuovere un ambiente stabile e sicuro nel settore d’impiego.

