Per poter mantenere in movimento i veicoli della SWISSCOY è necessario il gruppo di manutenzione
Per garantire in qualsiasi momento la prontezza all’impiego dei veicoli e dei macchinari della SWISSCOY è necessaria una buona dose di organizzazione, conoscenze specialistiche e flessibilità dietro le quinte. Il sergente maggiore Dominik, capo officina del gruppo di manutenzione, e il suo team provvedono a mantenere in perfetta efficienza i veicoli della classe G, gli autocarri e anche le macchine da cantiere. La sua attività quotidiana non si limita tuttavia alla meccanica dei veicoli.
Testo e foto Andrina Gehrig, Comunicazione SWISSINT
In quanto capo officina Dominik è responsabile della pianificazione e dell’organizzazione di tutte le attività in officina. Rientrano nelle sue competenze la preparazione del lavoro, gli accertamenti tecnici e l’acquisto nonché la ricerca dei pezzi di ricambio. Questi vengono procurati tramite SWISSINT in Svizzera oppure, nel limite del possibile, acquistati presso fornitori locali. Di pari passo coordina gli appuntamenti in officina e i collaudi periodici e provvede affinché i veicoli giungano in officina nella data e nell’orario previsti. A tutto questo si aggiunge tutta la pianificazione del personale e degli impieghi del team dell’officina.
Internamente al gruppo di manutenzione le attività sono ripartite su due officine. L’officina Alpha si occupa dei veicoli e degli apparecchi pesanti, quali ad esempio autocarri, torpedoni, veicoli blindati di grandi dimensioni, macchine da cantiere, rimorchi e semirimorchi. Nell’officina Bravo ci si concentra invece sui veicoli leggeri e sugli apparecchi più piccoli, come per esempio generatori, veicoli della classe G, Sprinter e Duro. I collaboratori vengono assegnati all’una o all’altra officina a dipendenza della loro specializzazione.
Quando ogni singolo veicolo conta
L’inizio di un nuovo contingente è sempre correlato a una fase di lavoro particolarmente impegnativa. Durante il ripristino della prontezza all’impiego del materiale nel servizio di promovimento della pace, in breve RIDIMA, vengono testati e controllati tutti i veicoli. Successivamente devono essere eliminati i difetti e i guasti riscontrati. Mentre in officina iniziano le riparazioni, in ufficio vengono procurati i pezzi di ricambio necessari.
Anche i collaudi periodici comportano un onere di lavoro non indifferente. A tale scopo giungono nel settore d’impiego alcuni rappresentanti della Base logistica dell’esercito (BLEs). Prima di poter eseguire il collaudo vero e proprio è necessario preparare i veicoli: questi vengono lavati e puliti all’interno, vengono effettuate le necessarie riparazioni e vengono eseguiti controlli di funzionamento. Solo a quel punto viene effettuato il collaudo assieme ai collaboratori della BLEs.
Anche nella fase finale di un contingente si prospetta un periodo di lavoro intensivo. Durante i cosiddetti PRE-RIDIMA il gruppo della manutenzione passa al setaccio ogni singolo veicolo stazionato in Kosovo. Vengono documentati eventuali problemi e vengono già pianificate le riparazioni necessarie e i rispettivi pezzi di ricambio per il contingente successivo. Si vuole così garantire che, nel limite del possibile, al momento dell’avvicendamento del contingente i pezzi necessari siano già disponibili sul posto e si possa iniziare subito con i lavori. Una pianificazione proattiva è determinante poiché i tempi di fornitura dei pezzi di ricambio possono arrivare anche a due fino a quattro settimane.
Assumersi le proprie responsabilità e ottimizzare i processi
Il sergente maggiore Dominik conosce questi processi a menadito, in quanto non è la prima volta che svolge un impiego per la SWISSCOY. Era infatti già stato attivo come sostituto capoofficina in due contingenti precedenti, prima di assumere la funzione di capoofficina in quello attuale. I compiti principali sono rimasti pressoché invariati nel corso degli anni. Sono invece cambiate le persone e la composizione del team, e in parte anche l’equipaggiamento messo a disposizione.
Per lui personalmente sono tuttavia subentrati cambiamenti sostanziali dal momento in cui ha assunto la funzione di dirigente. Infatti, mentre in precedenza si trattava essenzialmente di lavorare con i mezzi disponibili e di svolgere gli incarichi assegnati, oggi può influire maggiormente sui processi in atto e analizzare con spirito critico anche processi già collaudati. Nei casi in cui in precedenza si impiegavano magari tre fasi di lavoro, benché vi fossero metodi più semplici, oggi si adopera per impostare i processi in maniera più efficiente.
Non solo lavori di meccanica
In origine è stato il desiderio di cogliere una nuova sfida ad avvicinare il sergente maggiore Dominik alla SWISSCOY. Anche in Svizzera lavorava come meccanico, però voleva cambiare ambiente ed è venuto a conoscenza per caso delle possibilità di svolgere un impiego per la SWISSCOY. L’opportunità di vivere una nuova esperienza e di svolgere al tempo stesso un impiego a favore della Svizzera lo ha convinto.
L’attività in sé non è fondamentalmente differente dal suo lavoro in Patria. Tuttavia cambiano le condizioni: non è sempre disponibile il materiale adatto per risolvere tutti i problemi. Sono dunque richieste flessibilità e capacità di lavorare con ciò che è disponibile sul posto. «Talvolta si devono trovare soluzioni un po’ improvvisate», descrive questa sfida. Anche il suo compito di gestione va ben oltre i muri dell’officina. Provvede infatti a far frequentare i corsi di aggiornamento prescritti ai suoi collaboratori. Inoltre il gruppo della manutenzione non funziona come compagine chiusa. È già successo a più riprese che i membri del team abbiano dato man forte ad atri settori della SWISSCOY, per esempio alla compagnia di trasporto (TPT COY) nello svolgimento di diversi incarichi.
È proprio questa varietà a rendere stimolante l’impiego per Dominik. Oltre ai veicoli della SWISSCOY fanno capo all’officina anche militari di altre nazioni che hanno un problema tecnico da risolvere. Il team ha così la possibilità di conoscere veicoli e sistemi sui quali i meccanici nella vita civile hanno solo raramente la possibilità di intervenire. Inoltre il campo d’attività si estende anche alle macchine da cantiere e ai veicoli blindati.
Dominik definisce il gruppo della manutenzione come una specie di famiglia. La convivenza in uno spazio ristretto durante l’impiego contribuisce a tale sensazione, ma è soprattutto la collaborazione quotidiana a rinsaldare i rapporti interpersonali nel team. Nell’attività quotidiana non esistono delimitazioni rigide tra i singoli profili professionali. Può anche succedere che il team debba intervenire come servizio di soccorso stradale e svolgere una diagnosi o una riparazione direttamente sulla strada.
È proprio qui che secondo il sergente maggiore Dominik risiede la particolarità del gruppo della manutenzione: ognuno apporta le sue conoscenze dove serve nel momento specifico. Si lavora secondo le possibilità disponibili, ci si aiuta a vicenda e si trovano soluzioni condivise. Di conseguenza una giornata di lavoro non è praticamente mai uguale alle altre – e in definitiva il team provvede ad assicurare la mobilità nella SWISSCOY.



