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Chi spartisce con gli altri ha di più della vita

Per incrementare il «work-life balance», Franja Schmid e Beatrice Aregger hanno deciso di lavorare secondo il modello «topsharing». Presso la Base d'aiuto alla condotta le due donne dirigono insieme il team della «Platform Operation». Entrambe lavorano a tempo parziale e si scambiano le esperienze in determinati giorni fissati allo scopo.

01.09.2020 | Comunicazione Difesa, Kristelle Plüss

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Franja Schmid e Beatrice Aregger lavorano in topsharing e si suddividono la responsabilità di condotta. (Foto: VBS/DDPS, Kristelle Plüss)

Per le due esperte «topsharing» significa avere più tempo per sé, per la famiglia e gli amici, per perfezionamenti privati e per esercitare cariche volontarie. Entrambe sottolineano che per quanto riguarda il «topsharing» molto dipende dalla comunicazione, dalla disponibilità a risolvere i conflitti, dalla cooperazione e dalla capacità di prendere decisioni. Solo così questo modello può funzionare effettivamente anche nella pratica. Franja Schmid spiega: «In presenza di temi importanti entrambe dobbiamo essere sufficientemente informate per poter prendere decisioni a breve termine, anche quando una di noi due è assente». Per questo la fiducia tra le due dirigenti è un presupposto essenziale. Inoltre sono necessarie apertura mentale per le soluzioni e gli approcci della collega come pure fiducia nelle sue capacità. Inoltre sono indispensabili una certa disponibilità a fare un passo indietro, a condividere le decisioni e a comunicare.

Il «topsharing» comprende una ripartizione oraria dei compiti di condotta. Ciò significa che la percentuale lavorativa viene suddivisa tra due o più persone. Spesso i dirigenti si alternano a seconda dei giorni, ad esempio ogni due giorni oppure ogni (mezza) settimana per quanto riguarda la presenza e il lavoro sul posto. Questa forma di lavoro consente ai quadri di svolgere un'attività dirigenziale di piena responsabilità e nonostante questo di non dover rinunciare al prezioso tempo con la famiglia o ad altre attività personali. In questo modo viene incrementato il «work-life balance» e, come dimostra l'esperienza, anche l'impegno dei collaboratori.