print preview Ritornare alla pagina precedente Pagina iniziale

Hot mission – massima concentrazione e rapidità

Quando il Chief Air Defense di Dübendorf chiama i piloti di F/A-18-Piloten del servizio di polizia aerea di Payerne e avvia una hot mission, occorre procedere in fretta. Un possibile motivo è l'assenza di contatto radio con un aereo che ha deviato dalla sua rotta originaria. Entro 15 minuti al massimo due F/A-18 decollano e poco dopo intercettano il velivolo civile.

10.08.2020 | Comunicazione Difesa, Saskia Graber

Logo-air2030
(Foto: VBS/DDPS, Philipp Schmidli e Kaspar Bacher)

È martedì pomeriggio. Finora tutto procede normalmente nello spazio aereo svizzero. La situazione è calma anche nella Centrale d'impiego difesa aerea (Cen impg dif aer). A partire da Dübendorf quest'ultima sorveglia 24 ore su 24 tutti i movimenti aerei sopra la Svizzera. Ad un tratto giunge un annuncio dalla vicina penisola: un aereo civile senza contatto radio che si trova nello spazio aereo italiano ha deviato dalla sua rotta originaria, si sta dirigendo verso Zurigo passando sopra il Ticino e ora sta volando verso le Alpi svizzere. Le sue intenzioni non sono chiare. Grazie alla collaborazione con le centrali d'impiego delle forze aeree vicine, l'avviso giunge tempestivamente. Ciononostante il Chief Air Defense (CAD) deve trarre le conclusioni giuste in tempi brevissimi. In questo caso prende il telefono e avvia una hot mission.

Allarme a Payerne

Nello stesso momento i due piloti di F/A-18 pronti per il servizio di polizia aerea a Payerne stanno svolgendo attività al di fuori del servizio di volo quali la preparazione di un volo di controllo al simulatore. Con la chiamata del CAD, la loro attenzione si rivolge immediatamente a quanto sta accadendo: da ora in poi occorrono la massima concentrazione e rapidità. Senza indugio i piloti danno l'allarme attraverso gli altoparlanti: «Scramble – scramble – scramble!» Successivamente corrono verso gli F/A-18 pronti per l'impiego, dove a seguito dell'allarme i preposti agli aerei stanno già preparando i velivoli al decollo. Ora occorre indossare l'equipaggiamento, mettersi il casco, entrare nel cockpit e mettere in moto i propulsori. Al più tardi 15 minuti dopo aver avviato la hot mission, i piloti sono in volo.

Comunicazione nella terza dimensione

Pochi minuti dopo il decollo i due F/A-18 si avvicinano all'aereo civile, subito dopo la sua entrata nello spazio aereo svizzero. Un aviogetto da combattimento si posiziona dietro, l'altro a sinistra del velivolo intercettato, mantenendo il contatto visivo con il pilota civile. Per stabilire il contatto radio, il pilota di F/A-18 cerca di far capire al pilota civile qual è la frequenza d'emergenza internazionale (indicata chiaramente anche sul serbatoio supplementare dell'F/A-18). L'operazione riesce e il pilota civile dà seguito immediatamente alla richiesta di cambiare rotta. Questo impiego nell'ambito del servizio di polizia aerea si è quindi concluso con successo.

Ulteriori misure possibili

Se il pilota non avesse dato seguito alla richiesta, secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO) sarebbe stato possibile adottare ulteriori misure (vedi riquadro informativo). Quale ultimo avvertimento è possibile sparare un colpo d'avvertimento espellendo dei cosiddetti flare per ingannare gli infrarossi e, in caso di pericolo imminente, impiegare le armi contro l'aereo intercettato. Quest'ultima misura può essere autorizzata esclusivamente dal capo del DDPS o dal comandante delle Forze aeree. In tutti gli impieghi di polizia aerea svolti finora non si è mai arrivati fino a questo punto. Tuttavia al decollo i piloti di F/A-18 non sanno mai cosa li aspetta esattamente. Spesso le intenzioni diventano chiare solo nel luogo dell'impiego, per cui la presenza sul posto di piloti negli aerei da combattimento è indispensabile.

Foto

Video

PA24

Servizio di polizia aerea

Il servizio di polizia aerea viene svolto ogni giorno nell'ambito della protezione dello spazio aereo, per garantire la sovranità sullo spazio aereo. Tale servizio comprende misure passive e attive, vale a dire la sorveglianza dello spazio aereo e gli interventi. Una hot mission viene avviata soltanto in caso di violazione grave della sovranità sullo spazio aereo o delle norme sul traffico aereo e se le altre misure non sono sufficienti, oppure se occorre prestare aiuto a un velivolo in difficoltà. Una hot mission si svolge sempre secondo il medesimo processo prescritto.