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Imponente, moderna e famosa: la caserma Bedrina di Airolo

A 25 anni dall'inaugurazione, l'imponente caserma semicircolare che sovrasta il portale sud della galleria autostradale del San Gottardo, è ormai conosciuta in tutta Europa. Un'opera architettonica sempre moderna e apprezzata e ben inserita nel contesto alpino. Figura nell'inventario dei beni protetti a livello federale. Continua così la serie dedicata agli edifici storici militari.

28.10.2019 | Comunicazione Difesa, Giorgio Krüsi

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Moderna e semicircolare, la caserma Bedrina si apre verso la Leventina. (Foto: Giorgio Krüsi)
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Il colonnello SMG Daniele Meyerhofer, comandante S san 42

I suoi primi inquilini, nel 1995, erano ancora le reclute di fanteria di montagna, che avevano preso il posto delle storiche truppe di fortezza. Le scuole sanitarie (S san 42) sono in Ticino dal 1973 e si sono installate ad Airolo solo con la riforma di Esercito XXI, nel 2006. La sempre moderna caserma Bedrina, marca prepotentemente il territorio dov'è situato il portale sud della galleria ferrovia del San Gottardo (aperto nel 1882) e quello del tunnel autostradale (aperto cento anni dopo, nel 1980). Essa figura nell'inventario federale dei beni protetti.

Un imponente edificio a semi-cerchio, orientato sull'asse del sole, che intercala i suoi raggi sui due lati del fondovalle leventinese. La sua forma elementare ed introversa, si apre su una piazza interna circolare, un parziale scudo per il vento da nord. In verità una vera angoscia per ogni soldato che qui, almeno due volte al giorno, deve allinearsi su di un rango per l'appello: la piazza rotonda è infatti rivestita di ciottoli, posati in modo perfettamente circolare.

Concepita per ospitare due compagnie, ognuna con al massimo 129 militari, la caserma Bedrina oggi è sede di una sola unità, che dispone di un effettivo quasi raddoppiato. Oggi sulla piazza d'armi di Airolo vi sono in media quasi 600 sanitari, le cui scuole e compagnie sono forzatamente distribuite tra la caserma Bedrina, il vecchio forte Airolo, il forte Foppa ed il forte Motto Bartola, tutte costruzioni con una rilevanza architettonica, protette a livello federale.

Una struttura centrale e complessa

"I numerosi militari presenti sulla piazza d'armi sono alloggiati in differenti strutture, ma la caserma Bedrina, oltre che significativa, gioca un ruolo centrale", conferma il colonnello di Stato maggiore generale (SMG) Daniele Meyerhofer, comandante delle S san 42. "Qui si trovano il centro di sussistenza, ma pure importanti spazi per l'istruzione, se non per lo sport o per lo stoccaggio del materiale."

Il significativo edificio che si erge ai piedi del San Gottardo, è stato progettato in un anno e costruito in quattro. "Era il 1991 quando ottenemmo l'incarico per la realizzazione, dopo aver vinto il concorso di architettura. Data la particolare complessità di questo edificio semicircolare, ci attrezzammo subito (quasi da pionieri in Ticino) con un programma di disegno informatico. Anche se il ben più complesso Colosseo di Roma non fu certamente concepito sullo schermo!", confida l'architetto SPF Silvano Caccia, contitolare dello studio d'architettura Muttoni-Caccia autore dell'opera.

Cambiano i tempi ma Airolo rimane importante

La presenza militare ad Airolo è da sempre molto importante. Sicuramente da fine ottocento (in particolare dal 1882) con la firma della Triplice alleanza fra il Regno d'Italia, l'Impero tedesco e l'Impero Austro-ungarico, nonché con l'apertura del tunnel ferroviario del San Gottardo, che avrebbe permesso un rapido spostamento di truppe tra la Germania e l'Italia. Non a caso qui le truppe di fortezza hanno avuto lunga vita.

Nonostante i grandi cambiamenti, non ancora terminati vista l'imminente apertura del cantiere per il raddoppio della galleria autostradale dell'A2, l'architetto Caccia guarda sempre fiero a questo grande e visibile edificio che sovrasta Airolo, ormai quasi diventato un nuovo simbolo del San Gottardo.

 
 
 

La caserma Bedrina di Airolo, un volume di 40'000 m3

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L'architetto SPF Silvano Caccia, co-progettista

Risultato di un concorso di architettura dell'allora Ufficio delle costruzioni federali di Lugano, la caserma Bedrina è stata costruita tra il 1991 ed il 1995. Sovrasta il paese di Airolo, nonché il portale sud del tunnel autostradale del San Gottardo. A questo imponente edificio, gli architetti SPF Fabio Muttoni e Silvano Caccia hanno dato una forma elementare, che dialoga con l'ambiente alpino circostante. Un semi-cerchio che si apre verso il fondovalle leventinese e si chiude idealmente con la piazza circolare interna. L'austera facciata esterna in cemento armato, contraddistinta da un reticolo di alte ma strette finestre verticali, si affaccia sull'enorme piazza con i suoi quattro piani quasi fosse una leggera, elegante e luminosa ma astratta membrana. Concepita quale centro di sussistenza nonché accantonamento per 258 militari, si distingue quale monovolume ben organizzato, con i suoi circolari corridoi e ampi spazi destinati alla sussistenza, all'istruzione della truppa, come alla manutenzione dell'equipaggiamento personale. La caserma è costituita da due volumi uguali, che si guardano a specchio, che hanno ispirato l'artista Livio Bernasconi con i suoi murales, d'una parte rossi, dall'altra blu. Un investimento di 22,3 milioni di franchi, finanziato dal Canton Ticino e dai comuni della regione. Il dipartimento militare vi partecipava solo nella misura di 540'000 franchi. (Fonte: Inventario delle costruzioni militari svizzere, HOBIM)

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