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Pronti in caso d’emergenza

La compagnia sanitaria 8 (Cp san 8) è anche responsabile della salute della truppa in servizio. Non a caso prima di raggiungere il WEF, i soldati sanitari partecipano a una tre giorni di aggiornamento. E durante questa fase di preparazione a risultare particolarmente appassionante è la collaborazione con i medici.

18.01.2018 | ms

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“Vedete una persona incosciente distesa a terra. In gioco, vista la situazione, c’è una vita. Come vi comportate?”. È con questo interrogativo che l’assistente medico e capitano SCR Traber introduce la formazione di rianimazione polmonare. Solo dopo vengono fornite delle informazioni supplementari sullo stato di salute della persona. Traber fa parte del team di medici che si occupa di aggiornare le conoscenze dei soldati sanitari. Questa istruzione, affiancata da specialisti, rappresenta un plus valore per la Cp san 8, che può così far tesoro dell’esperienza di alcuni professionisti. La manipolazione del misuratore della pressione arteriosa, l’applicazione della flebo e la simulazione di situazioni reali sul campo permettono di completare la formazione. È inoltre fondamentale rivedere l’ordine delle priorità. La cooperazione tra medico e soldati deve permettere di occuparsi di un paziente e di valutarne lo stato di salute. In merito il comandante e capitano Jeremy Deuel sottolinea dunque l’importanza di questa rinfrescata prima del WEF, e ciò nonostante l’eccellente livello di preparazione dei soldati. “Con i soldati sanitari ripercorriamo le tappe che interessano l’utilizzo degli strumenti e le differenti situazioni d’emergenza. Se un caso grave si presentasse durante il WEF, i soldati devono infatti essere in grado di reagire prontamente” prosegue.

 

La Cp san 8 dispone di tre giorni per prepararsi. E contrariamente alle esercitazioni, il WEF comporta un impiego reale. Una concretezza, questa, che soddisfa l’appuntato capo Fabbri, il quale percepisce un’agitazione positiva a pochi giorni dall’inizio dell’evento. Sì perché non si sa mai cosa potrebbe succedere. “Durante l’istruzione mirata all’impiego – spiega l’appuntato capo – ci formiamo in modo ottimale. Capiamo che i soldati sono motivati in vista del lavoro sul campo”. Anche il capitano Deuel vede di buon occhio il servizio a supporto del WEF: “Durante l’impiego possiamo contare su qualche medico. E con i soldati sanitari formiamo una squadra tosta e addestrata alla sfida. Sì, in caso di necessità siamo pronti a intervenire” conclude il comandante.