Ritornare alla pagina precedente Pagina iniziale

Barriere, recinzioni e filo spinato: la dura missione degli zappatori al WEF

Da molti anni l’Esercito svizzero sostiene le autorità civili durante il WEF. I compiti adempiuti sono molteplici e tra questi si segnala la missione affidata agli zappatori, chiamati a garantire una performance logistica altamente complessa. Una missione che necessita lo spostamento di diverse tonnellate di materiale e una grande preparazione dei soldati.

18.01.2018 | cpi

Haertung_01_100118
Il trasporto delle barriere. (jpe)

 

In vista del World Economic Forum (WEF), i militari impiegati sono confrontati con una lunga lista di preparativi, indispensabili per assicurare la sicurezza dell’evento. Questo lavoro è particolarmente visibile nell’attività di rafforzamento delle infrastrutture: tonnellate di barriere e di recinzioni ad altezza uomo sono infatti erette su kilometri di distanza, così come rotoli di filo spinato vengono installati sul terreno. Insomma, una vera e propria sfida a livello logistico. Il lavoro fisico non è la sola difficoltà per i soldati. In questi ultimi giorni, la temperatura è oscillata tra un glaciale -12°C e 4°C. Disporre di militari specializzati alla perfezione nella loro funzione è dunque fondamentale per affrontare uno scenario del genere. Tradotto: abbiamo bisogno dei nostri zappatori!     

 

Le recinzioni non rappresentano un semplice blocco fisico di una determinata zona. Con le telecamere e le stazioni di sorveglianza, esse costituiscono un sistema di sorveglianza volto a proteggere sia i partecipanti al WEF che le forze dell’ordine. In quest’ottica, una compagnia di zappatori è impiegata, con i suoi specialisti, per questo tipo lavoro, che si rivela altamente complesso a livello tecnico e che fa parte della loro formazione. Il terreno innevato è irto di ostacoli ma i soldati sanno benissimo quello che fanno. Delle ancore vengono posate a terra, la neve viene sgomberata e le barriere sono innalzate. Il filo spinato è srotolato con prudenza e installato in maniera precisa. Ogni elemento trova rapidamente il suo posto, anche se in certi casi alcuni adattamenti devono essere apportati lungo il cammino. La truppa costruisce diversi kilometri di recinzione nell’ambito del dispositivo di sicurezza del WEF: una performance tanto dura quanto di alto livello.

 

Una volta che gli zappatori avranno terminato di realizzare quanto previsto, Davos sarà dunque pronta ad accogliere tutte le personalità provenienti dal mondo intero. Il lavoro degli zappatori ricomincerà dopo la loro partenza, quando dovranno smontare con attenzione il dispositivo di sicurezza, che sarà nuovamente implementato l’anno prossimo. Una missione continua, una missione essenziale per la sicurezza del WEF.

Haertung_02_100118
In alcuni casi bisogna ricorrere alle mani per assicurare il buon piazzamento delle barriere. (jpe)