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Impeccabilità ticinese

Puntuale come un orologio svizzero, il contingente della polizia cantonale ticinese è arrivato a Davos. Durante il WEF supporterà i colleghi grigionesi a favore della sicurezza del Forum economico mondiale. Cuminaivel ha tastato il polso del caposezione Stefano Meroni e di una sua agente.

25.01.2018 | ms

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«Ora vi lascio, sta arrivando Cassis». Così il sergente maggiore capo Stefano Meroni si congeda da noi, per poi fiondarsi nella zona destinata all’atterraggio degli elicotteri. Uno dei cinque consiglieri federali attesi sta per mettere piede a Davos e tutto deve funzionare per il meglio. «Assicurare sia l’interno sia l’esterno dell’eliporto è un compito molto importante» aveva tenuto a evidenziare poco prima Meroni, caposezione del dispositivo della polizia cantonale ticinese giunta come consuetudine al WEF per dar man forte ai colleghi grigionesi. Assieme a lui sono presenti numerosi giovani agenti, per i quali il servizio a favore della sicurezza al Forum economico è previsto a 2 anni dal termine della scuola di polizia. «Un gruppo molto affiatato» lo descrive Meroni, parlando di «morale alto» e di «grande flessibilità». Sì perché, aggiunge, «il fattore neve non era atteso in queste proporzioni, ma i miei uomini hanno dimostrato un notevole spirito di adattamento».

 

Uomini, ma anche donne. Sono due quelle impiegate a Davos. Salutato Meroni, di fronte al nostro taccuino si presenta infatti Sara Gajtani. I turni sono dispendiosi – 12 ore l’uno – e le temperature rigide non fanno sconti, soprattutto la notte. La gendarme però sorride. «Siamo un gruppo unito, ci sosteniamo molto l’uno con l’altra e l’intesa è grande» sottolinea. Ma qual è il significato del WEF per una giovane agente? le chiediamo. «Significa garantire una sicurezza impeccabile, 24 ore su 24, freddo o non freddo» la risposta. In gioco però vi sono anche emozioni e curiosità. «Svolgiamo un ruolo di prestigio in rappresentanza del Cantone. Qui arrivano tutti i più importanti capi di Stato» rileva Gajtani. Un contesto che comporta anche situazioni alquanto particolari. «Non pensavo che le forze di sicurezza disponessero di mezzi ed equipaggiamenti così avanzati» riconosce l’agente. Per poi raccontarci un ultimo aneddoto: «Qui succedono anche cose da film. L’altro giorno, per esempio, all’entrata del nostro dispositivo un uomo ha estratto un dispositivo dell’FBI. Incredibile!».