print preview Ritornare alla pagina precedente WEF – CUMINAIVEL

I guardiani dei cieli grigionesi

Durante il WEF i Super Puma garantiscono la sicurezza dell’area ristretta di volo. L'unità con piloti e membri del distaccamento speciale della polizia militare interviene quando l’alta velocità dell’F/A-18 non lo rende possibile.

20.01.2019 | CUMINAIVEL | mo/mw

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Sembra di vedere una scena di «Apocalypse Now». Il Super Puma ha aperto le porte su entrambi i lati e i membri del distaccamento speciale della polizia militare (DSPM) sono pronti ad intervenire. Manca solo la wagneriana «Cavalcata delle Valchirie». Ma non siamo su un set cinematografico di Hollywood. È una realtà dettata dalle misure di sicurezza attive durante il WEF. Serve a controllare lo spazio aereo inferiore e si tratta di una forma specifica di polizia aerea (APOH – Airpolicing on Helicopter).

Durante il WEF, c'è un’area di restrizione di volo che viene monitorata con gli F/A-18, i PC7 e i Super Puma. «Un parapendio o un piccolo aeromobile è troppo lento per il caccia, quindi in questo caso entriamo in azione noi», spiega il responsabile dell'APOH. Durante il WEF gli equipaggi controllano lo spazio aereo chiuso e, se necessario, intervengono.

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L'APOH è stato utilizzato per la prima volta per proteggere lo spazio aereo durante la conferenza OSCE di Basilea nel 2014. Pochi mesi dopo, il capitano Verna e il suo distaccamento sono stati impiegati al WEF. Ora viene sempre impiegato quando si istituisce un’area di volo limitata. Questo è stato il caso dell'apertura della Galleria di Base del San Gottardo nel 2016 e, più recentemente, nel giugno 2018 durante la visita di Papa Francesco a Ginevra. Alcuni aerei civili in difetto hanno dovuto essere identificati e scortati fuori dall’area.

Durante il WEF, l'equipaggio è organizzato in modo che possa intervenire in pochi secondi. «Siamo nell'elicottero, tutti i sistemi sono in funzione ad eccezione della turbina», spiega Verna. Finora ci sono stati pochi interventi. Anche i piloti amatoriali stanno lentamente prendendo coscienza della situazione. D’altro canto, chi vuole rischiare una scena alla «Apocalypse Now»?