Servizio specializzato per l'estremismo in seno all'esercito
L'Esercito svizzero adotta una strategia di tolleranza zero e pertanto non ammette alcun atteggiamento estremista tra i quadri.
- Volantino «Servizio specializzato per l'estremismo in seno all'esercito»

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- scambio regolare di informazioni tra le autorità federali (DFI, DFGP e DDPS);
- nuovi studi scientifici (progetti di ricerca e di studio);
- sensibilizzazione alla problematica dell'"Estremismo";
- creazione in seno al DDPS di un centro di contatto e di coordinamento sulle questioni relative all’estremismo;
- verifica della politica d’informazione del DDPS nei singoli casi problematici;
- collaborazione del DDPS in seno al gruppo di lavoro “Coordinamento e attuazione dei provvedimenti nell’ambito dell’estremismo di destra”;
- miglioramento della procedura dei controlli di sicurezza relativi alle persone;
- creazione di una norma di esclusione per estremismo.
Nel maggio 2002, mettendo in atto una delle suddette misure, il Servizio specializzato per l’estremismo in seno all’esercito è stato occupato con un posto al 50 percento e aggregato al Personale dell’esercito (AFC 1).
Nell'agosto 2005, sulla base del decreto del Consiglio federale del 21 febbraio 2005, il Servizio specializzato è stato subordinato sul piano amministrativo al Servizio per la lotta al razzismo (SLR) del Dipartimento federale degli interni (DFI) al fine di migliorare l'efficienza e sfruttare le sinergie. Continua tuttavia ad assolvere i propri compiti esclusivamente a favore dell’esercito ed è responsabile nei confronti del proprio mandante, il capo del Personale dell’esercito (AFC 1).
Il Servizio specializzato è a disposizione sia degli organi amministrativi della Confederazione e dei Cantoni che delle persone esterne, come, ad esempio, i genitori di militari (mil) che prestano servizio.
Ultima modifica: 10.02.2012
