Nel suo postulato, il consigliere nazionale Hans Widmer aveva tra l’altro richiesto un catalogo di misure volto a strutturare gli obblighi in materia di diritti dell’uomo e di diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e a renderne consapevoli i militari, in maniera tale che nell’esercito non vi sia posto per atteggiamenti estremisti o per istigazioni all’odio. Widmer chiedeva anche un concetto per un organo di mediazione indipendente incaricato di sorvegliare l’applicazione di tali misure.
Nel suo esaustivo rapporto «Etica militare nell’Esercito svizzero», il Consiglio federale giunge ora alla conclusione che le basi sono contenute nelle pertinenti leggi e regolamentazioni e vengono anche insegnate. Tuttavia ciò potrebbe avvenire in maniera ancor più sistematica e globale e in occasione delle prossime revisioni i piani didattici dovranno essere armonizzati in tal senso. Nel rapporto è sviluppato pure il concetto richiesto nel postulato. Dalla data di presentazione di quest’ultimo (2005), nell’esercito sono già state avviate singole misure.
In generale, per quanto riguarda i fondamenti etici e giuridici dell’esercito non sussistono problemi tanto gravi da rendere necessario un intervento immediato. I principi in vigore devono essere applicati e insegnati con coerenza.
Gli influssi della violenza giovanile, della disoccupazione giovanile e dell’estremismo sull’esercito in quanto specchio della società devono essere osservati attentamente ed eventualmente esaminati.
Secondo il Consiglio federale non vi è alcuna necessità di un organo di mediazione indipendente, poiché per i militari e il personale civile del DDPS esistono già organi di contatto con compiti analoghi, per esempio l’Assistenza spirituale dell’esercito, il Servizio psicopedagogico o l’Organo di mediazione per i collaboratori del DDPS.
